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anViagi 145L’Editoriale

Eccoci qua!

Stefano Bevione5 agosto 2014

Oggi anViagi è come una barca che esce da una risorgiva, un fiotto di acqua fresca che salta fuori dalla terra e torna a scorrere in superficie, tra le rocce e gli alberi, alla ricerca di un nuovo percorso verso valle.

Su quell’acqua il nostro mensile (un tempo in carta e ossa, oggi trasfigurato in kilobyte) ha fatto una lunghissima strada a partire da quel mitologico “Numero 1” così lontano nel tempo ma così vicino nella memoria: ha solcato colline e fondovalle, grasse cittadine di pianura e smunte borgate arroccate, lussuosi ristoranti stellari (pochi…) e sconosciute osterie ombrose (tante!); ha saputo aprirsi un varco tra possenti castelli e magri ciabòt, tra vassoiate di tajarìn fumanti e pinton di barbera tiepida, tra dense pagine letterarie e sudati ricacci di pantalera.
Ha scantonato tra le terre di buona parte del Piemonte, disegnando curve in Langa, in Roero, in Monferrato, nel Torinese, tra le Valli Cuneesi;  si è anche affacciato spesso oltre le montagne, a sbirciare le vele bianche sul luccicante mare di Liguria, senza disdegnare un bicchiere fresco di vermentino, per poi tornare sempre a casa, tra le brume d’autunno, ad inebriarsi di barbaresco e barolo, ad annusare quella bizzarria grigia che è il tartufo, a preparare il ripieno per le raviole.

Poi è capitato che il nostro anViagi, il nostro piccolo torrente di carta, si sia inabissato momentanemente sotto terra (la crisi dell'editoria non è cosa di oggi, è iniziata parecchi anni fa) ed abbia percorso la sua traversata carsica sotto il deserto nella mai sopita speranza di tornare a riveder le stelle.

 

 

Oggi quella speranza si concretizza e anViagi torna a sgorgare in superficie e a scorrere tra queste lande che, per di più, ora si fregiano di un prestigioso riconoscimento dell'Unesco, stimolo ulteriore per fare un turismo serio e un'informazione di qualità.
Come per incanto anViagi si trasforma in una piccola nave e ritrova tanti vecchi amici del nostro giornale, da lungo tempo a bordo della nostra navicella, ma anche nuovi collaboratori pronti a mettersi ai remi, forze fresche che offriranno sguardi nuovi sul panorama delle beneamate Colline del Vino.
Ne citiamo alcuni, tanto per ingolosire i lettori: il torinese Luca Morino, un mau-mau DOC a suo agio tra gli anfratti più sghimbesci sotto la Mole come tra i tornanti più assolati delle colline di Langa, l'albese Chiara Prato, noto volto televisivo del giornalismo di RAI2 e sempre attenta al mondo piemontese visto dall'Urbe e il genio di un artista come Gian Carlo Ferraris, pittore, grafico, insegnante che ci parlerà di cascine, ciabòtscao e altre favolose architetture contadine che sono il vero Patrimonio da tramandare alle nuove generazioni che si innamoreranno di (e su) queste colline.

Al timone di anViagi troverete come sempre il ponderoso e mai domo commodoro Pietro Giovannini, controbilanciato (per favorire una buona statica al nostro naviglio) dall'imprescindibile Beppe Orsini, detto anche l'Omero del Monferrato per svariati motivi; ufficiale di collegamento (compito arduo assai) sarà il sornione Diego De Finis, giornalista e scrittore albese dalla penna sempre attiva; sottocoperta, a governare l'imbarcazione nella stanza dei bottoni, il cheraschese Edo Houston Galvagno, sempre connesso al suo sestante satellitare.
Infine il sottoscritto, l'umile cambusiere Stefano Bevione, pronto a versare nei bicchieri un magnum di nebbiolo, un pastis bello fresco o un torbido cocktail per dissetare i rematori.

Questa, in estrema sintesi, è la ciurma del bateau ivre (e quando mai siamo stati astemi?) di anViagi che si appresta a solcare le Colline del Vino, questa volta sulle onde del web: il varo sta per avere luogo, tutti a bordo!