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Il poliedrico Dalì protagonista dell'Antologica

Diego De Finis1 agosto 2016

Quest’anno l’ormai tradizionale e attesa mostra antologica di Acqui Terme, che porta ogni estate nella città monferrina le opere di un artista di fama internazionale, è dedicata a Salvador Dalì.

L’esposizione ha preso il via il 16 luglio e si concluderà il 4 settembre, si può visitarla dunque nel corso di quasi tutta l’estate presso la consueta e prestigiosa sede di Palazzo Saracco.

Per mostrare in tutta la sua complessità l’opera di Dalì l’allestimento, organizzato in cinque sale, propone una vasta selezione di opere realizzate con l’utilizzo di vari tipi di tecniche (e materie).

Salvador Dalì è uno degli esponenti artistici che ha incarnato il movimento del surrealismo nella maniera più coerente, sui compagni di avventura in questo genere pittorico sono stati Magritte, De Chirico, Lam, Masson, per citarne solo alcuni. Lo stesso protagonista dell’antologica diceva di se stesso:

 

“L’unica differenza tra il Surrealismo e me, è che io sono il Surrealismo”.

 

L’artista spagnolo ha sempre utilizzato molti mezzi espressivi, e differenti materie, viveva l’arte in tutte le sue sfaccettature. Dalla sua produzione abbiamo pitture, sculture, illustrazioni, grafica, oggetti, elementi di arredo. La mostra di Acqui propone tante opere appartenenti a tutte queste esperienze di Dalì, permettendo così al visitatore di conoscere aspetti della sua produzione non molto noti. Naturalmente non mancano alcune delle opere più famose come La persistenza della memoria, del 1931, o La premonizione della guerra civile, del 1936, ma attraverso tutta la sua sfaccettata produzione se ne potrà ammirare pienamente la complessa personalità.

Il titolo della mostra è Materie dialoganti, e non è casuale. Attraverso le diverse opere, realizzate in settori anche differenti dell’arte, e quindi utilizzando i materiali più disparati il visitatore potrà scoprire la logica interna delle scelte di Dalì, la coerenza che lega opere apparentemente differenti. Anche nelle loro diversità i vari materiali utilizzati esprimono sensazioni, atmosfere indicazioni per decifrare i suoi lavori ricchi di simbolismi e di immagini ricorrenti. Noti dipinti di Dalì hanno avuto la loro controparte in tre dimensioni, le sue opere di scultura mostrano la stessa forza espressiva e potenza immaginifica che si può ammirare nelle pitture. I locali di Palazzo Liceo Saracco ospitano opere scultoree particolarmente importanti come L’Elefante Spaziale, La Persistenza della Memoria, La Donna del Tempo, San Giorgio e il Drago e la sorprendente Venere Giraffa. 

C’è anche una serie di opere su carta che testimonia l’interesse di Dalì nei confronti della letteratura. La tauromachia, Pantagruel e altri soggetti sono interpretati ovviamente in chiave surrealista. Non mancano opere in vetro come La Triomphale e La Guitare, frutto della collaborazione con la fabbrica francese di vetri Daum Cristallerie. Oggetti dai colori vivi, che interpretano il concetto della metamorfosi che sta alla base del Surrealismo. Ad Acqui ci sono anche 12 oggetti in oro e da segnalare anche, in uno spazio esterno debitamente attrezzato ed arredato, prospiciente l’edificio che ospita l’Antologica, recuperato lungo il Corso Bagni e direttamente collegato con i portici dell’Hotel Nuove Terme, è stata posizionata la scultura monumentale in bronzo Profilo del Tempo

L’iniziativa è curata dell’architetto Adolfo Francesco Carozzi e realizzata con il supporto di The Dalí Universe, la cui collezione, assemblata e curata dalla Stratton Institute, é interamente dedicata al famoso artista surrealista.

Per informazioni su orari di apertura: www.comune.acquiterme.al.it